Il presidente americano, Donald Trump, ha cercato di fare il punto sulla guerra in Iran. Da Teheran è riapparso Mojtaba Khamenei.
“L’Iran non avrà mai armi nucleari. Vogliono fare un accordo”. Donald Trump torna a parlare della crisi con Teheran e lascia aperta la possibilità di una soluzione diplomatica, senza escludere però una nuova offensiva militare. Il presidente degli Stati Uniti è intervenuto durante un evento di Halloween organizzato nella sua tenuta di Mar-a-Lago, in Florida, soffermandosi sullo stato delle trattative con la Repubblica islamica.

Guerra in Iran: Trump sui colloqui per la pace
Il giudizio del leader americano sui negoziati resta prudente. “Stanno andando bene, ma non sono molto affidabili”, ha dichiarato, accusando gli iraniani di raggiungere intese per poi fare marcia indietro. “Vedremo se faranno un accordo”, ha aggiunto, precisando che Washington non ha fretta. Trump ha quindi rivendicato i risultati degli attacchi contro le capacità militari iraniane, sostenendo che siano state distrutte la marina, l’aeronautica, le difese antiaeree, le strutture produttive e persino le armi nucleari.
Secondo il presidente, resterebbero soltanto “uno o due siti” nucleari di cui occuparsi. Un’operazione che, a suo dire, potrebbe essere completata in dieci minuti e per la quale esisterebbe già un piano.
Intanto, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Trump ha appena concluso una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il colloquio si sarebbe svolto mentre gli Stati Uniti stanno preparando la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran. Washington avrebbe inoltre già avvertito i Paesi del Golfo: una nuova offensiva potrebbe arrivare dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Riappare Mojtaba Khamenei
Da Teheran, intanto, arriva una risposta minacciosa. La Guida suprema Mojtaba Khamenei, durante un incontro riservato con i vertici delle forze armate in una località segreta, ha assicurato che l’Iran reagirà a qualsiasi minaccia “senza restrizioni geografiche”. Una dichiarazione che lascia intendere la possibilità di un conflitto esteso anche al Golfo e ad altre aree.
Nel frattempo, i mediatori continuano a lavorare per raggiungere un’intesa che permetta di riavviare i negoziati e scongiurare una nuova escalation, potenzialmente pericolosa anche per i Paesi confinanti. La diplomazia resta in campo, ma il rischio di un nuovo confronto militare rimane concreto.